La chiesa di Lama d'Antico
Le dimensioni, le forme architettoniche e gli elementi decorativi la distinguono dalle altre chiese rupestri della Puglia: Lama d’Antico appare, infatti, come una cattedrale scavata nella roccia, con un interessantissimo impianto architettonico, in cui coesistono e si integrano elementi tipici delle chiese orientali e di quelle latine.
La chiesa, a sviluppo longitudinale, ha l’orientamento canonico ad est, e si articola in due navate; l’ingresso, marcato da due lunette scolpite, immette lateralmente nella navata principale. Le due navate sono coperte da volte a botte e quella della navata principale, più alta ed ampia, è interrotta in corrispondenza dell’ingresso da una apertura quadrata su cui, in origine, si impostava probabilmente una cupola, elemento architettonico estremamente raro nelle chiese rupestri, che emergeva all’esterno dal banco roccioso segnando la presenza della chiesa.
La chiesa in origine doveva essere interamente affrescata ed oggi restano, compromesse dal lungo abbandono, le scene raffigurate nel bema e alcune icone di santi, isolate o in trittici, lungo le pareti della navata principale e negli archetti della navata laterale.
Di grande interesse iconografico e compositivo è la raffigurazione presente nella lunetta absidale, caratterizzata dalla presenza di motivi propri della tradizione bizantina e altri di quella occidentale
Al lato dell’abside è raffigurato un santo riconoscibile come san Giovanni Battista, a cui verosimilmente la chiesa era in origine dedicata.
Significativa è la compresenza di santi di origine orientale (san Lorenzo, san Filippo, santo Stefano) e occidentale (san Martino), ulteriore segno della contaminazione tra cultura orientale ed occidentale.
Secondo alcuni studiosi, lo stile degli affreschi permette di datarli alla seconda metà del XII secolo; altri attribuiscono invece agli affreschi del bema una datazione più antica, facendoli risalire all’XI secolo.
Le decorazioni pittoriche di Lama d’Antico, in particolare la Maiestas Domini e le icone dei santi vescovi, così come le forme architettoniche, gli spazi e gli arredi liturgici, inducono a pensare che la chiesa fosse un luogo di culto di rilevante importanza.
Testi dell'Arch. Gianluca Andreassi Illustrazioni a cura di Nicola Cillo

