L'acqua e le cisterne
Il territorio pugliese è da sempre caratterizzato dalla carenza di acque superficiali e nei secoli l'uomo si è ingegnato a trovare le soluzioni più idonee per sopperire a tale mancanza, ottimizzando tutte le possibilità offerte dalle caratteristiche fisiche e morfologiche dei luoghi. La presenza dell'acqua, fattore determinante del processo di antropizzazione del territorio, ha infatti costituito condizione indispensabile per lo sviluppo delle comunità locali e per la localizzazione degli insediamenti e delle principali vie di transito.
Nel villaggio di Lama d’Antico sono presenti numerose cisterne, scavate nel banco tufaceo con lo scopo di recuperare, conservare ed ottimizzare le scarse risorse idriche. La stessa presenza della lama costituiva d’altronde, nei periodi di pioggia, un utile e comodo approvvigionamento per l’intero villaggio.
Numerosi sono gli elementi funzionali alla raccolta dell’acqua ancora leggibili sul banco roccioso: si tratta di canalette di intercettazione e adduzione delle acque, poste sia sullo spalto della lama che lungo le pareti fino all’imboccatura delle cisterne, di vasche di decantazione per depurare le acque dai detriti e dalla terra, di accorgimenti tesi a recuperare le acque piovane per esempio in corrispondenza delle scale scavate nel banco calcarenitico. Segni che testimoniano l’attenzione per il recupero della risorsa scarsa e la razionalità con cui tale operazione avveniva.
In tutte le cisterne la superficie interna è rivestita da intonaco idraulico.
Oggi, a distanza di secoli e nonostante la mancanza di manutenzione dei canaletti di adduzione delle acque e delle cisterne stesse, alcune di esse assolvono ancora perfettamente la funzione di accumulare e conservare le acque meteoriche.
Testi dell'Arch. Gianluca Andreassi Illustrazioni a cura di Nicola Cillo

