La chiesa di San Lorenzo

 

La chiesa di San Lorenzo deriva la sua attuale denominazione dal nome della lama in cui è localizzata, mentre in origine era forse, secondo alcuni studiosi, dedicata a san Nicola, raffigurato all’interno della chiesa accanto alla Deesis dipinta nell’abside più interno.

L’accesso alla chiesa, posto lateralmente, avviene da un ingresso di forma rettangolare e di dimensioni contenute, privo di particolari motivi architettonici o decorativi che lo identifichino immediatamente come accesso ad un luogo sacro.

La chiesa presenta una pianta di forma quadrangolare ed è divisa in due ambienti, il naos (l’aula destinata ai fedeli) e il bema (o presbiterio, il luogo sacro riservato al clero officiante), da un’iconostasi molto ben conservata, risparmiata durante lo scavo della chiesa e funzionale alla ritualità greco-ortodossa.

Nel bema, ad un livello più alto rispetto a quello del naos, come si conviene per la parte più sacra della chiesa, si trovano due absidi, una prima di forma semicircolare, che accoglie la raffigurazione della Deesis, e una seconda rettangolare. Accanto alle due absidi sono conservati, in discreto stato e addossati alle pareti, i blocchi litoidi adibiti rispettivamente a prothesis, dove venivano appoggiate le offerte del pane e del vino e si svolgevano i riti connessi alla consacrazione, e a diaconicon, su cui si poggiavano il vasellame e i paramenti liturgici. 

La chiesa, che in origine doveva essere completamente affrescata, mantiene in buono stato di conservazione parte degli affreschi del bema, meno interessato dalle infiltrazioni d’acqua e dagli attacchi biologici, mentre le decorazioni del naos, dove restano solo tracce dei dipinti originari e alcuni palinsesti, risultano fortemente compromesse.

Di grande interesse la presenza, sulla parete laterale del bema, della raffigurazione dei due padri del monachesimo orientale e occidentale: san Basilio, con la veste di vescovo bizantino, e san Benedetto, con la tunica di monaco, raffigurati in un unico riquadro con cornice dipinta e iscrizioni esegetiche in greco. L’iconografia di san Benedetto è molto antica, in quanto, a partire dal XII secolo, il santo non è più raffigurato come monaco ma con le vesti di vescovo; questo, ed altri particolari iconografici, permettono di datare l’affresco, analogamente alle altre raffigurazioni presenti nel bema, tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo.

Nella nicchia della prothesis vi è la figura di santo Stefano, mentre in quella del diaconicon, a destra dell’abside secondaria, è raffigurato sant’Euplo, entrambi diaconi, l’uno della chiesa orientale e l’altro della chiesa occidentale.

L’accostamento dei santi attesta la coesistenza nell’area di Fasano di tradizioni religiose e culturali di matrice sia orientale che latina.

Testi dell'Arch. Gianluca Andreassi                                                                                                             
 Illustrazioni a cura di Nicola Cillo                                                                                                       
I Santi Paolo e PietroL'iconostasi, aula destinata ai fedeli, articolato dal pilastro centrale risparmiato durante l'escavazione della chiesaIl Prothesis con la raffigurazione di S. StefanoL'affascinante gioco di luci ed ombre creato dagli archiplanimetria